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    Come il loro soprannome suggerisce, i magnifici sette, si dimostrarono magnificamente degni della loro caratterizzazione rispetto al loro comportamento per il bene dei Guinigi e della repubblica di Lucca. 

      Quando, con l’andare del tempo, i magnifici  sette diventarono vecchi, come succede a tutti, il segreto della rete di spie dei Guinigi e dei loro anelli speciali con il sette di diamanti, venne passato dai magnifici sette ai loro più talentuosi ed ingegnosi figli e figlie e questa procedura continuò e continuò per generazioni.

      I magnifici sette e i loro discendenti ebbero importantissimi ruoli da spia per i Guinigi e per la repubblica di Lucca durante molti, moltissimi eventi significativi nella storia della città, inclusi questi punti salienti:

        Durante gli anni tumultuosi di conflitto fra Lucca, Firenze, Pisa e il Sacro Romano Imperatore Giovanni il Boemo, che durò dal 1328 al 1369, i magnifici sette fornirono in anticipo notizie importantissime sulle intenzioni delle truppe nemiche, incluso sulle loro mobilitazioni e spostamenti. 

        Il tentativo di conquista di Lucca per mano di Pisa nel 1342, fu frustrata in particolare dallo sforzo eroico dell’agente dei magnifici sette a Pisa, che diffuse la falsa notizia che la peste fosse particolarmente contagiosa per coloro che bevevano quotidianamente le acque del fiume Serchio

            — come facevano necessariamente i lucchesi e come avrebbero dovuto fare anche i loro invasori. 

            Durante il grande assedio di Lucca del 1429,

            l’agente fiorentino per i magnifici sette mandò a dire ai Guinigi che tantissimi Medici soffrivano di una grave reazione allergica ai tordelli, fatto che motivò i lucchesi a lanciare secchioni pieni di tordelli da trabucchi sui baluardi contro le truppe fiorentine che le assediavano, facendo sí che i Medici abbandonassero l’impresa.

              (E’ vero tutto questo, ve lo giuro!)

              Poi, nel 1487, ci fu uno scioccante sviluppo che dimostrò nuovamente il valore dell’agente fiorentino per i magnifici sette, che riportò la notizia

                che i Medici avevano, per una ragione sconosciuta, portato non solo una, ma due giraffe a Firenze.

                  Quando i Castracani sentirono questa novità dai loro rivali-alleati i Guinigi, triplicarono le spese difensive per Lucca e dichiararono uno stato di alta allerta!

                    Questo stato di alta allerta continuò fino al 1498, quando Niccolò Machiavelli divenne il Segretario di Firenze,

                    • e i Castracani decisero di alzare il livello delle difese di Lucca a ALLERTA ALTISSIMA, che era il massimo possibile a quel tempo.

                      Tanto tempo dopo, una delle ragazze Castracani sposò un giovane lucchese brillante che si chiamava Francesco Burlamacchi, che fu eletto capo della nuova repubblica di Lucca. 

                      I Guinigi furono così colpiti dal Burlamacchi che cominciarono a condividere quotidianamente le informazioni che avevano dalla rete di spie organizzata dai magnifici sette, fatto che aiuto’ maggiormente il Burlamacchi con l’organizzazione delle rivolte contro Firenze nel 1547.

                      Nel 1589, l’agente dei magnifici sette a Pisa, mando’ un resoconto presciente ai Guinigi,

                        avvertendoli che un professore brillante dell’università di Pisa, chiamato Galileo Galilei

                        aveva sviluppato delle teorie scientifiche scioccanti che avrebbero avuto grandi ramificazioni per la milizia e le imprese non solo toscane, ma mondiali.

                        Non e’ mai stato riferito ampiamente, ma le ricerche famose di Galileo riguardo alla caduta di oggetti di varie misure e pesi da torri erano state finanziate segretamente dai Guinigi,

                          e il primo esperimento fu condotto dal Galilei lasciando piombare allo stesso momento

                          un piccolo budino di riso

                            ed un enorme buccellato tondo dalla cima della torre Guinigi.

                            L’esperimento fu poi famosamente replicato dalla cima della torre pendente di Pisa solo dopo.

                              (Sono sicurissima che questo sia vero!)

                              Nel 1799, la rete di spie dei magnifici sette esplose di avvertimenti ai Guinigi riguardo i piani militari di Napoleone. 

                                Purtroppo, commisero la loro unica ma più grande gaffe, non presero questi avvertimenti abbastanza sul serio e, nel 1805, le truppe di Napoleone occuparono Lucca, e sua sorella, Elisa Bonaparte fu fatta Principessa della città.

                                Nel 1919, l’agente pisana dei magnifici sette, era Tippi Tuttovinci

                                — per quell’unica generazione durante i primi del 900, la famiglia Iacobi di Pisa non ebbero figli maschi, e allora il famoso anello “7” delle spie Guinigi, passo’ alla loro figlia col soprannome “Tippi,”

                                  che sposò un bell’uomo d’affari giovane e proveniente da una famiglia prestigiosa e ricca che si chiamava Vincenzo Tuttovinci

                                  Tippi passò  l’informazione ai Guinigi che Pisa stava costruendo uno stadio per la loro squadra di calcio che si sarebbe chiamato Arena Garibaldi.

                                    La famiglia Guinigi rispose a questa sfida immediatamente, assemblando il capitale necessario per costruire il famoso Stadio Porta Elisa a Lucca.

                                    Ma senza dubbio, il momento più glorioso della rete di spie dei magnifici sette fu durante il 1943-44,

                                      quando giocò un ruolo fondamentale nella resistenza

                                        all’occupazione nazista della Toscana.

                                          Sfortunatamente, alcuni dei piccioni viaggiatori furono fucilati o mangiati da toscani affamati durante quella guerra terribile.

                                          Alla fine, con la graduale diffusione di telefoni a linea fissa in toscana dopo la seconda guerra mondiale, non ci fu più bisogno della rete di spie dei Magnifici Sette.

                                          I Guinigi decisero di festeggiare lo scioglimento della rete dei magnifici sette con un favolosa “ultima cena.”  Il 10 aprile 1955, una data che sarà per sempre apprezzata con affetto dai Guinigi, fecero l’ultima cena dalla Buca di Sant’Antonio, il famosissimo ristorante lucchese (di Lucca drento naturalmente!)

                                            Il discendente della famiglia Guinigi, Giacomo (un uomo di grande successo e bellezza) e la sua moglie, Pia, sedettero agli estremi di un lunghissimo tavolo.  Attorno al tavolo si misero i capo famiglia di Firenze, Pisa, Prato, Arezzo, Siena, Livorno e Pistoia, che avevano servito per generazioni i Guinigi e Lucca lealmente facendo parte della rete di spie, insieme alle loro mogli. 

                                            Nessuno di questi era mai stato a Lucca, e nessuno aveva conosciuto personalmente qualsiasi persona della famiglia Guinigi perché erano sempre stati fedeli alla promessa del loro antenato Doppio R Guinigi nel lontano 1315 — sempre facevano finta di odiare Lucca e non visitavano mai la citta’.

                                              Dopo una cena di dodici portate assolutamente magnifica, dopo aver consumato tantissime bottiglie dalle migliori cantine delle colline lucchesi, e dopo tanti brindisi molto sentiti di amicizia famigliare e storia, Giacomo Guinigi dette ad ogni capo famiglia una scatola di platino ornata e

                                                strapiena di lire,

                                                  gioielli preziosissimi e

                                                    azioni per le loro varie società famose

                                                    che erano segretamente controllate dai tanti fondi fiduciari segreti, dalle corporazioni e societa’ a responsabilita’ limitata ormai sparse in tutte le parti del mondo.

                                                    Giacomo Guinigi concluse la cena dicendo:

                                                    “Voi tutti sarete per sempre amici della famiglia Guinigi! Buona fortuna amici miei!”  E tutti si abbracciarono.

                                                    L’ultimo non-lucchese a lasciare la festa era Vincenzo Tuttovinci III da Pisa.  Desiderava parlare da solo con Giacomo Guinigi. “Signor Guinigi, la cena e’ stata meravigliosa e il Suo regalo ad ogni famiglia dei magnifici sette e’ stato apprezzato moltissimo, ed e’ accettato con tantissimo rispetto!

                                                    “Ma parlando confidenzialmente e solo per la famiglia Tuttovinci, vorrei esprimere il nostro desiderio di continuare a mantenere un rapporto segreto personale e commerciale con la famiglia Guinigi.  La mia famiglia ha avuto un enorme successo nel corso degli anni e, francamente, non abbiamo necessità finanziarie o di qualsiasi tipo che esigerebbero l’assistenza della Sua famiglia.

                                                    “Ma siamo un po’ superstiziosi, e mia moglie ed io pensiamo che la partecipazione della nostra famiglia alla rete dei magnifici sette per i passati 700 anni ci abbia portato buona fortuna

                                                      e ci piacerebbe continuare ad avere quella stessa fortuna anche nel futuro!

                                                      Giacomo Guinigi inchinò la testa un po’ e guardò intensamente negli occhi di Vincenzo Tuttovinci III.  Giacomo prese una decisione.

                                                      Va bene allora, sara’ come hai proposto, Vincenzo.  Tutto bene!  Pensero’ a te come il mio bonamico a Pisa — e te avrai un bonamico a Lucca!”

                                                      E COSì TUTTI E DUE SE NE ANDARONO DI BUONISSIMO UMORE.

                                                      *    *   *   *   *   *    *   *   *   *   *    *   *   *   *   *    *   *   *   *   *    *   *   *   *   *

                                                      Anni dopo, nel 2020, pensando a come poter riuscire a saperne di più della misteriosa “W” da Pisa, Davide “DeDo” Guinigi fu ispirato. Durante la prima colazione con i suoi genitori e la sorella la mattina dopo, DeDo chiese al suo super-stimato padre Gino Guinigi…

                                                      “Papa’, lo so che sembrerà una stupidaggine, ma … sarebbe possibile metterti a contatto con quel tuo bonamico influente a Pisa, Signor Tuttovinci, e chiedergli se potesse scoprire chi e’ questa bellissima ragazza di Pisa, per la quale farò dei budini di riso speciali in uno dei nostri caffè in via Burlamacchi?  L’unica cosa che so di lei e’ che il suo nome comincia con una ‘W’ — e’ bella, ed io… io penso…”

                                                      “Io credo che tu te ne stia innamorando!” rise la mamma di DeDo, pensando alla bella ‘W’ che aveva già conosciuto al caffè la Soave.

                                                      Anche Gino Guinigi comincio a ridere.  “Con tutte le belle ragazze giovani che ci sono a Lucca, te ti interessi a una Pisana?  Davvero?”

                                                      “Per favore, papà, questa ragazza ‘W’ ha qualcosa di speciale che la distingue.  Non mi sono mai sentito così nei confronti di altre. Voglio sapere tuttora lei!” lo pregò DeDo.

                                                      “Ok, ma Vinnie Tuttovinci crederà che i Guinigi stanno perdendo la testa!”

                                                      Dopo colazione, Gino Guinigi telefono’ al suo bonamico Vinni Tuttovinci a Pisa.  “Buongiorno Vinnie! … No, non e’ molto importante.  Veramente telefono per un’ informazione personale per mio figlio unico, Davide, che chiamiamo ‘DeDo’….  Si’, e’ quello…  Beh mi fai troppi complimenti Vinnie, non era COSÌ BRAVO a giocare a calcio!…  Ok, hai ragione, era piuttosto bravino.  In ogni caso, so che questo sembrera’ una stupidaggine, ma DeDo sembra incantato da una bella giovane di Pisa, e vuole saperne tutto il possibile….  No, non ha niente a che fare con gli affari della famiglia Guinigi, credo che l’abbia conosciuta recentemente al mare, a Viareggio.  Sa solo che il suo nome comincia con una ‘W’, e’ molto carina, e …”

                                                        “Capelli marroni con begli occhi marroni, papà, alta un metro e 70 o 72, credo,” suggerì DeDo.

                                                        “DeDo dice che ha i capelli marroni e begli occhi marroni, e che e’ alta un metro e 70 o 72… Parla molto bene, si’ … Beh dice che e’ apparentemente di Pisa … DeDo dice che sabato ‘W’ farà una festa di compleanno e che DeDo ha promesso di andarci e portare dei budini di riso di forme molto speciali, per farle una bella impressione! …

                                                          Guarda Vinnie, capisco che fare questa indagine sarà un po’ come cercare un ago in un pagliaio,

                                                          ma se esiste una persona capace di riuscirci, sei tu!  Non conoscete tutta Pisa?

                                                          Non potresti sentire se la tua bella moglie o figlia conoscono una giovane che potrebbe essere descritta così, che forse ha una casa di famiglia estiva a Viareggio? … Ok Vinnie, grazie per l’assistenza, ciao!”

                                                            Vinnie Tuttovinci spense il telefonino, e guardo nella favolosamente grande sala da pranzo del palazzo Tuttovinci a Pisa, dove sua moglie e la sua unica figlia prendevano un caffè con la loro colazione. 

                                                              Cominciò a ridere e ridere e ridere … quasi quasi  non ne poteva piu’. 

                                                              Sua figlia guardò sua madre e chiese: “Cosa sarà successo a papà così presto stamattina, per farlo ridere così?”

                                                              La mamma disse, “Wendy, non ho la minima idea di cosa si tratti!”

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