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Ecco la cura per la melanconia invernale… Felicita` senza fatica

I Biscotti di Nonno

Come rallegrare lucchesi durante la pioggia interminabile invernale?

Da generazioni questi biscotti veramente Lucca DOC: semplici, autentici, saporiti solo con anici e vaniglia, sono stati una cura fenomenale. 

Sono deliziosi sia nel caffèlatte quanto con un bicchiere di vino rosso…

Ingredienti

300 gr farina

100 gr zucchero

Sale

20 gr lievito in polvere

30 gr semi d’anice

2.46 mL estratto d’anice 

5 mL estratto di vaniglia

113.4 gr burro morbido

3 uova

Si possono anche aggiungere:

Mardorle o Noci

Scaldare il forno a 177 C.

Mescolare la farina, lo zucchero e l’anice.  Aggiungerci il burro morbido, finche` il tutto sia amalgamato.

In un altro recipiente, mischiare le uova, l’estratto di anice, e la vaniglia.

Aggiungere lentamente le uova alla farina.

Dopo che tutto e` ben mescolato, mettere l’impasto su una superficie infarinata.  Formare l’impasto in cilindri di quattro centimetri di diametro e circa quattro centimetri piu` corti della teglia.  Si puo` aggiungere farina liberamente com’e` necessario; l’impasto non dovrebbe sfarsi, ma non dovrebbe diventare duro.  

Posizionare i filoni sulla teglia a quattro centimetri di distanza cosicché non si attacchino mentre cuociono.   Cuocere in forno finché l’impasto e` leggermente dorato.  Levare la teglia ed il suo contenuto dal forno.  

Mentre sono ancora caldi, tagliare i filoni a fette di un centimetro di larghezza, ad un angolo di 45 gradi.   Quando sono tagliati, rovesciare i biscotti cosicché l’interno di ognuno e` esposto sulla teglia, senza sovrapporsi.  

Spegnere il forno e ritornarci i biscotti.   I biscotti saranno pronti quando sono asciutti e crespi — di solito nel tempo che ci vuole per raffreddare il forno. I biscotti si mantengono a lunga durata specialmente se si mettono in un contenitore a tappo smerigliato.

I Befanini

Parola della Befana…

“Buona sera brava gente Good Evening kind folk

Vi ho portato i Befanini

La ricetta abbiate in mente

Per rifarla ai bamborini.

 

Dentro un chilo di farina

Burro e zucchero ci vuole (350 gr)

Poi due uova di gallina

E un arancio un ci sta male.

 

Di limon una grattatina

Gli da` aroma e molto gusto

Poi due lieviti in bustina…                

Ecco pronto il vostro impasto.

 

Come formine e mattarello

Date vita ai Befanini

E per far tutto piu` bello, 

Ci van messi anche i chicchini.

 

E` ricetta molto antica

Della nostra lucchesia

Non vi costano fatica

Se li fate in allegria.

da  “La Befana Raccontata” by Lucia Pardini

Spritz 

Biscottini teneri, delicati e deliziosi…

Scaldare il forno a 200 C.

Mescolare completamente:

226 grammi di burro ammorbidito

150 grammi di zucchero

3 tuorli d’uovo

4.2 grammi estratto di mandorla

Aggiungere lentamente:

320 grammi di farina

Forzare l’impasto da una pistola sparabiscotti, creando rosette o altre forme.  E` desiderabile decorare i biscotti con mandorle, chicchini, o frutta candita.

Tenere i biscotti in forno per 7-10 minuti, finche` sono dorati ma non scuri.

E` arrivata!

Lucca ha ospitato l’arrivo della Befana nel centro storico,  rallegrando i suoi ammiratori piccoli e grandi.   Ha fatto regalini ai bimbi secondo la tradizione che cominciarono i re magi, dando omaggi a Gesu` bambino  per festeggiare la Sua nascita.  

[Foto e film grazie a  Giulia Lippi]

La Befana offre dolci a bimbi in via Fillungo, Lucca.
E sotto, ecco la Befana in vivo mentre il coro della Befana a Lucca Drentro l’accompagnano…


Da non perdere:  

L’IMPRESSIONISMO ALL’ITALIANA

Una rara e sorprendente opportunità per intravedere l’evoluzione di Plinio Nomellini, maestro della luminosità

E` facile e piacevole raggiungere Seravezza da Lucca — in 30 minuti sull’A11 si può sfuggire la città per piaceri culturali e gastronomici in un ambiente di montagna.  
Prima di decidere quando visitare, vi consigliamo di controllare le ore in cui il museo e` aperto e se e` possibile combinare la vostra visita a questa bella mostra con una cena eccezionale al Circolo ARCI in Solaio.  Non piu` un vero circolo politico, e` una trattoria con tanto successo che una prenotazione e` assolutamente necessaria il weekend.  Anche se l’affresco di Che` Guevara che vi saluta all’entrata vi sorprende, non sorprenderà` mai di più dei tordelli alla lucchese fatti in casa — i quali sono quasi` buoni come quelli della nonna…

Le esperienze di guerra e dittatura hanno motivato tanti artisti a creare esortazioni contro gli orrori e la disperazione generati dalla politica.  A contrasto — Plinio Nomellini, il soggetto di una retrospettiva della Fondazione Terre Medicee a Seravezza, ha trovato l’ispirazione di celebrare la bellezza di momenti e di soggetti quotidiani della vita.

Grazie alla mostra PLINIO NOMELLINI – Dal Divisionismo al Simbolismo verso la liberta` del colore a cura di Nadia Marchioni, uno può apprezzare quadri da collezioni private mai prima esposti, ed anche lavori dall’Archivio Nomellini a Firenze e gli Uffizi.  Nonostante che il pittore fosse rinomato e rispettato in italia per tutta la sua carriera, come anche oggi, Nomellini, come i macchiaioli che lo guidarono, sono per lo più sconosciuti fuori d’italia.  Questa stupenda collezione offre un’opportunità` eccezionale per conoscere l’evoluzione del Nomellini come pittore.

Durante il percorso della sua lunga vita (1866-1943) Nomellini sintetizzo una sensibilità` romantica con pennellate pointilliste ed intensità espressionista, tutto perlebrare la famiglia ed amici in paesaggi bucolici, nonostante periodi di euforia e di miseria dovuti all’unificazione, guerre, crisi economiche e dettatura.

Amici di punti di vista molto divergenti come il poeta romantico Giovanni Pascoli, il decadente attivista Gabriele d’Annunzio, Giacomo Puccini, futurista Lorenzo Viani, Grazia Deledda, premiata col Nobel per la letteratura, e macchiaiolo Giovanni Fattori, frequentarono tutti i saloni del Nomellini e lo influenzarono.  Un espositore frequente alla biennale veneziana, “Nomellini è stato l’artista che più coraggiosamente ha introdotto nel nostro paese lo studio della pennellata divisa, mutando dal pointillisme francese la teoria dell’accostamento dei colori puri sulla tela, e piegandola ad un linguaggio assolutamente personale,” secondo la Marchioni.

Le tele del Nomellini sono luminose e spesso gigantesche, capaci di immergere l’osservatore in un mondo gioioso e quasi mitico.  Come osserva Carlo Sisi, presidente del comitato scientifico della mostra, l’ordinamento cronologico della mostra permette a visitatori di intravedere l’evoluzione della visione del maestro che cerca di esprimere la “profonda, commossa, misteriosa” natura dello spirito umano.

LA FONDAZIONE TERRE MEDICEE presenta

PLINIO NOMELLINI – Dal Divisionismo al Simbolismo verso la liberta` del colore

A cura di Nadia Marchioni

Fino a 5 novembre 2017

PALAZZO MEDICEO

SERAVEZZA (LU)